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Nasce il Quadro di Assetto del Sistema Portuale pugliese

28/05/2025

Approvato dalla Giunta regionale il documento di indirizzo strategico realizzato dalla Sezione Demanio e Patrimonio della Regione Puglia con l’agenzia Asset: per la prima volta viene messa a sistema la rete dei 67 siti portuali regionali ordinati in porti, porticcioli e attracchi, con linee di sviluppo e focus sulla nautica da diporto. Sannicandro: “Delineata la visione strategica per lo sviluppo sostenibile del Sistema portuale”

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Non un semplice censimento. E nemmeno una ricognizione dettagliata. Ma, per la prima volta in Puglia, una vera e propria messa a sistema di tutte le strutture portuali della regione, focalizzando in particolare lo sviluppo sostenibile della portualità turistica e della nautica da diporto. Questa, in sintesi, è l’importanza strategica del Quadro di Assetto del Sistema dei Porti della regione Puglia (QAP), redatto dal gruppo di lavoro composto da Sezione Demanio della Regione e da Asset - Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, approvato di recente dalla Giunta regionale.

 

Il Quadro rappresenta dunque un’organica analisi della costa pugliese, da cui emergono potenzialità e criticità, elaborando linee di sviluppo su cui basare la pianificazione regionale e la progettualità dei Comuni.

Il documento parte dallo scenario normativo di settore confrontando dati e obiettivi di altri territori, a livello locale e internazionale, e da progetti come ad esempio Blue Vision 2030, Smart Puglia 2030 o il Piano strategico del turismo Puglia365. Alla redazione del Quadro  hanno contribuito Comuni e Autorità Marittime consentendo di predisporre una dettagliata ricognizione attraverso schede dei siti portuali e delle aree retro-portuali. Sono riportati ben 67 scali marittimi pugliesi, declinati in tre categorie: 26 porti polifunzionali, 23 porticcioli e 18 attracchi. La classificazione è stata condivisa in base a decrescenti parametri strutturali, dimensionali e funzionali (turismo e diporto, pesca, commercio, trasporto passeggeri). A questi dati si aggiungono i 7 porti di rilievo nazionale gestiti dalle due Autorità portuali pugliesi – dunque non contemplati dal Quadro di Assetto - ossia Bari, Barletta, Brindisi, Manfredonia, Monopoli, Termoli e Taranto.

 

 

 

In particolare il Quadro presenta un focus sulla nautica da diporto - componente essenziale dell'identità marittima pugliese e leva turistica per la pratica di sport nautici - con strategie mirate allo sviluppo di questo comparto. L’esistenza di porti e porticcioli all’interno dei centri storici cittadini caratterizza i contesti territoriali e paesaggistici pugliesi, rendendo attrattiva e integrata l’offerta turistica. Il gran numero di porticcioli e attracchi lungo le coste costituisce un modello di attività nautica sostenibile e suscettibile di sviluppo nel Mediterraneo. Di qui la proposta di un sistema di ‘rotte nautiche turistiche’ complementari, individuando percorsi e tratti costieri che connettono porti, porticcioli e attracchi, finalizzate a sviluppare il turismo nautico integrando mare, costa e terra.

Vi sono soltanto pochi porti prettamente turistici, Cala Ponte a Polignano e Rodi Garganico, insieme al porto turistico di Manfredonia e alla Marina di Brindisi entrambi parte dei rispettivi grandi porti; per il resto si contano porti minori polifunzionali in cui la nautica da diporto si divide con le attività di pesca e con piccole rotte commerciali. Complessivamente l’offerta per la nautica da diporto è di 14.320 posti barca occupando il settimo posto in Italia.

Oggi gran parte dei posti è saturata da unitaÌ€ da diporto stanziali e locali, per cui si evidenzia l’opportunità di ampliare l’offerta di posti barca destinati a imbarcazioni in transito e ormeggi per ospiti italiani e stranieri. Vi è quindi l‘esigenza di riorganizzare i porti turistici per incrementare i posti barca, anche per barche d’alta gamma, con annesse dotazioni di servizio e infrastrutture. Si registrano inoltre tre progetti in itinere per nuovi porti turistici a Otranto, S. Isidoro - NardoÌ€ e Porto Gaio - Gallipoli.

 

Dopo l’analisi di criticità e potenzialità per ciascun ambito portuale e per il sistema nel suo complesso, il documento delinea le strategie di integrazione e rafforzamento delle singole realtà, perseguendo lo sviluppo unitario e sostenibile del Sistema regionale all’interno del più ampio quadro nazionale e internazionale.

Sotto questo profilo, il Quadro di Assetto rappresenta un utile strumento per i Comuni costieri indicando linee guida e indirizzi operativi per la pianificazione e la progettazione delle aree portuali, indicando gli standard consigliati e i traguardi di qualità da raggiungere in termini di funzioni e servizi.

 

Dopo il progetto Appesca e la sua ricognizione georeferenziata di tutto ciò che sulla costa pugliese riguarda la pesca, Asset ha realizzato questo documento di indirizzo sulla portualità – conclude il direttore di Asset Elio Sannicandro - delineando anche la visione strategica per lo sviluppo sostenibile del Sistema dei Porti nella regione Puglia, definibile come rete di portualità ambientalmente compatibili e resilienti, integrate nel territorio, al servizio dello sviluppo economico locale, recuperando la storia socio-culturale del mare e delle nostre città costiere e proiettandoci in una logica di internazionalizzazione turistica sostenibile. Infatti la visione della Regione Puglia è basata su tre principi strategici: contrasto al consumo di costa e ai cambiamenti climatici, transizione energetica ed economia circolare; sviluppo delle comunità locali integrando quelle costiere con quelle dell’entroterra; pianificazione e gestione integrata dei servizi per la nautica e per la tutela del mare”.