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A Ecomondo Puglia come hub mediterraneo per il valore della risorsa acqua

09/11/2024

Platea di esperti e stakeholder, nei giorni scorsi alla fiera internazionale di Rimini Ecomondo, per la presentazione dei progetti legati all’acqua e alle risorse idriche della Regione Puglia. A presentare le iniziative il direttore generale dell’agenzia regionale Asset Elio Sannicandro, nel convegno organizzato dall’Hub di BluMissionMed, il progetto della Commissione Europea che raccoglie tutti gli stakeholders europei impegnati nella preservazione degli oceani e delle acque del Mediterraneo.

 

 

 

Durante la 27esima della kermesse dedicata al green e alla circular economy – che tra i sei temi portanti di quest'anno, ha visto proprio la gestione dell’acqua come risorsa vitale e come bene da tutelare – la Puglia è stata protagonista anche nella giornata di chiusura con la presentazione del paper “Water for the Mediterranean: la Regione Puglia come hub mediterraneo per il valore della risorsa acqua”, prodotto dall’ente regionale, Acquedotto Pugliese – eccellenza per l’intero bacino - e Ambrosetti. 

 

 

Attraverso il documento si è analizzata la situazione dei Paesi del Mediterraneo sulla gestione sostenibile delle risorse idriche, enfatizzando il ruolo della cooperazione e delle best practices su vari fronti, come i consumi, l’efficientamento, l’interconnessione, il riuso e le fonti alternative. Temi ed esperienze da mettere a sistema a beneficio comune, per favorire la risposta all’impoverimento idrico.

Non a caso proprio la Regione Puglia – tramite Asset - in collaborazione con Aqp e Ambrosetti stanno organizzando sul tema un evento di portata internazionale, il Med Water Forum, in programma nella nostra regione: in questo scenario la Puglia rappresenta infatti un hub strategico, sia per la posizione geografica sia come modello per la gestione dell’acqua in situazioni estreme, tra mancanza di fonti primarie e scarse precipitazioni. Una sfida che prosegue ancor oggi con un imponente piano di investimenti mirati alla tutela dell’acqua, all’economia circolare, alla transizione energetica e alla digitalizzazione.

 

Nei prossimi anni l’impoverimento idrico, a fronte di una domanda crescente, caratterizzerà infatti l’area del Mediterraneo, che dall’Atlantico al Golfo Persico annovera 45paesi (di cui 22 con affaccio diretto sul mar Mediterraneo) e zone collegate, tutte densamente popolate - 1,3 miliardi di abitanti e 12,5 trilioni di dollari di Pil - e ricche di biodiversità, ma oggi accomunate dagli impatti del cambiamento climatico.

Più nello specifico, dal report emerge che nel 2022 l'Italia è stata prima nel Mediterraneo per valore aggiunto generato dalla filiera acqua, con 328,1 miliardi di dollari, e seconda per fatturato (24,1 miliardi di dollari), dietro solo alla Francia, di gran lunga leader con 91,7 miliardi di dollari.

Complessivamente nell’area del Mediterraneo circa 2mila miliardi di dollari, pari ad un settimo del Pil, dipendono direttamente dall’acqua. Nel Mediterraneo l’acqua genera il 15,1% del Pil attraverso industrie idrovore (1.267,1 miliardi), l’agricoltura (579,3 miliardi) e il ciclo idrico esteso (55,6 miliardi).

A livello di ciclo idrico integrato, nel Mediterraneo gli investimenti sono cresciuti di oltre il 35% nell’ultimo decennio: da 32 miliardi nel 2014 a 43,3 miliardi nel 2023. In Italia, nello stesso periodo questi hanno segnato un + 42,7%: passando dai 2,4 miliardi del 2014 ai 3,5 miliardi del 2023.

In conclusione una filiera cruciale, ma ancora troppo poco centrale nelle agende politiche.