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Fishing tourism in Italy

22/11/2021

Nel 1992 l'Italia è diventata la prima nazione all'interno dell'UE e dell'area del Mar Mediterraneo a consentire viaggi turistici a bordo di pescherecci professionali (attività spesso chiamata “pescaturismo”); tuttavia, ad oggi le informazioni su questo argomento sono scarse e spesso risalgono a 15-25 anni, nonostante siano state approvate leggi regionali e stati erogati fondi pubblici al fine di incentivare i pescatori a evolvere la propria attività di pesca verso una rivolta al turismo ecosostenibile.  Il lavoro realizzato dal Dott. Michele Romanelli di Ispra Ambiente e la dott.ssa Eleonora Meliadò di Asset, e pubblicata sulla rivista Ocean and Coastal  Manegement, sostiene il concetto che la pescaturismo contribuisce alla persistenza e alla sostenibilità della pesca artigianale tradizionale e può sostenere il turismo di molti siti costieri e riporta una fotografia sulla sua evoluzione grazie alle ricerche svolte da diversi autori tra il 1996 e il 2020. I dati sono stati ricavati attraverso gli uffici portuali, associazioni di categoria dei pescatori professionisti e ricerche via web.  Questo ha permesso di fornire una disamina, suddivisa per Regioni Italiane, del numero di imbarcazioni che negli ultimi anni sono state maggiormente interessate a svolgere questa attività, quanti giorni i pescatori dedicano all’anno al turismo e quanto è il guadagno effettivo rispetto alla pesca commerciale. I risultati mostrano che il numero di imbarcazioni di pescaturismo è in lento aumento ed è attualmente di circa 575 barche in Italia. Molte di queste operano nelle Regioni del Nord Italia in quanto sono influenzate da fattori locali più vantaggiosi rispetto a quelle del Sud Italia che solo negli ultimi anni stanno vivendo un momento di forte crescita turistica come la stessa Regione Puglia dove il numero di pescatori che diversificando la loro attività di pesca professionale è in aumento.

 

Il mare è stato l’elemento caratterizzante per la storia e l’economia della Puglia e la pesca rappresenta da sempre una delle più importanti fonti produttive per le popolazioni costiere.  In tale scenario si colloca il  progetto APPESCA, "ANALISI DELLO STATO DEI PORTI PUGLIESI E FABBISOGNI DI ADEGUAMENTO ED EFFICIENTAMENTO PER LA PESCA PROFESSIONALE”, finanziato con fondi FEAMP, che ha come obiettivo realizzare indagini sul comparto della pesca pugliese e attività di monitoraggio delle risorse utili alla pianificazione delle attività nell’ottica della sostenibilità. 

 

Nel 2020 sono circa 23 le imbarcazioni autorizzare ad esercitare la pescaturismo nel nostro territorio come indagato dal Progetto APPESCA. Dall'analisi dei dati effettuata dai tecnici del progetto, analizzando i fabbisogni del comparto peschereccio, è emerso che migliorando i servizi e l’accessibilità da terra dei siti portuali si ha un impatto positivo sullo sviluppo delle imprese che esercitano nel settore del pescaturismo nel nostro territorio.  

Link alla pubblicazione

https://doi.org/10.1016/j.ocecoaman.2021.105886